Mamma surrogata

/, Sensualità/Mamma surrogata

Mamma surrogata

Mamma surrogata, cosa significa

 

I cambiamenti sociali che il nostro mondo stà vivendo, riguardano diversi aspetti della nostra vita, uno di questi è l’ aspetto della vita di coppia e della maternità.

Nello specifico, in questo articolo, ci occupiamo di mamma surrogata, ovvero la figura della mamma in prestito per chi non può avere figli, che siano esse donne o uomini.Argomento che desta molti dibattiti e contrasti.

Quindi,per semplificare la cosa, la mamma surrogata è colei che si presta a portare avanti il periodo di gestazione, per poi affrontare il parto.

Ci sono due tipi di madri surrogate:

Surrogate tradizionali. In questo caso avviene l’inseminazione artificiale nella madre surrogata dello sperma del padre, oppure dell’embrione già fecondato in vitro. Essa poi cresce nel proprio grembo il bambino e lo consegna ai genitori appena nasce.

Surrogata gestazionale. In seguito alla fecondazione in vitro delle uova dalla madre, fecondate con lo sperma del padre e in seguito all’ottenimento dell’embrione, esso viene posizionato nell’utero di una madre surrogata gestazionale. La madre surrogata porta poi il bambino alla nascita. Un surrogato gestazionale non ha legami genetici con il bambino. Questo perché non era il suo ovulo quello ad essere stato utilizzato.

Detta così la cosa sembrerebbe abbastanza semplice, ma nasconde diverse problematiche, come si può dedurre da un’ analisi più approfondita.

I punti fondamentali da affrontare in questa situazione, sono sostanzialmente tre:

  1. scelta della madre surrogata
  2. fecondazione dell’ ovulo
  3. riconoscimento legale del nascituro

In alcuni paesi la surrogazione è vietata, come in Italia, Francia o Germania. In altri la maternità surrogata è sostanzialmente non regolata: non è esplicitamente vietata ma spesso sono proibiti, e puniti penalmente, gli accordi che prevedono dei pagamenti, mentre sono accettate le maternità “altruistiche”, quelle in cui sono previste solo cifre che rimborsino le spese sostenute dalle donne per la gravidanza.

Si tratta di Argentina, Australia (nel Nord), Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Irlanda, Giappone, Paesi Bassi, Venezuela, alcuni stati statunitensi.

Ci sono poi degli stati in cui la surrogazione è espressamente permessa e regolata: in questo gruppo rientrano gli stati in cui è previsto un contratto prima che la donna resti incinta (Grecia, Israele, Sudafrica e, parzialmente, la Nuova Zelanda e l’Australia) e stati in cui le condizioni dell’accordo sono verificate dopo la nascita del bambino (Regno Unito e altri).

Infine ci sono degli stati con un approccio permissivo e che consentono un pagamento esplicito: India, Russia, Thailandia, Uganda, Ucraina e alcuni stati degli Stati Uniti.

 

Mamma surrogata, la scelta

Questo primo step richiede sicuramente un’ attenta valutazione della persona a cui si vorrà “affidare” il compito di far sviluppare nel proprio grembo, l’ovulo fecondato.

Una delle strade più semplici è quella di rivolgersi ad amici e parenti, per capire se qualche donna sia disposta ad affrontare questo percorso per noi.Potrebbe risultare la strada migliore sotto molti aspetti, in particolar modo se pensiamo alla vita futura del nascituro.

Si ritroverebbe in un ambiente failiare allargato, ma unito e amorevole.

Altrimenti ci si può rivolgere ad un’ agenzia di maternità surrogata, in questo caso la struttura individuata si occuperà di tutte le pratiche riguardanti la ricerca del soggetto adatto, le richieste economiche, le spese mediche e tutte le pratiche.

Per quanto riguarda la scelta, non sembrano esserci al momento delle norme che disciplinano la candidata, ma per dare un riferimento gli esperti pensano che dobbiamo tenere conto di alcuni principi basiliari:

  • la donna deve avere almeno 21 anni
  • deve aver già vissuto l’esperienza della maternità
  • aver superato degli esami psicologici per superare eventuali traumi post parto
  • essere disponibile e convinta a lasciare il bambino, una volta nato, alle cure dei soggetti con cui ha stipulato un contratto

 

Per quanto riguarda i costi, questi variano da paese a paese, quindi bisogna informarsi bene.Tenete presente, per esempio, che in Svezia la maternità surrogata è completamente gratuita.

 

Mamma surrogata, fecondazione dell’ ovulo

 

Prima di arrivare alla fecondazione dell’ ovulo, bisogno capire se utilizare il proprio seme o se rivolgersi ad un donatore e quindi ad un banca per la donazione del seme.

Potrebbe essere che la scelta di una mamma surrogata, dipenda dal fatto che entrambi i  componenti della coppia, siano impossibilitati a procreare, quindi da quì la scelta di un donatore maschile.

Una volta stabiliti quale sono le criticità e le necessità della coppia o del singolo, che vogliono affrontare questa strada, si definisce qual’ è la via migiore da percorrere.

Quindi ci si rivolgerà ad una struttura in grado di fecondare l’ovulo femminile, con il seme maschile, perpoi farlo impiantare nel grembo della mamma surrogata.Iniziando così il processo di “surrogazione”, che porterà allo sviluppo del feto.

 

Mamma surrogata, riconoscimento legale

Ultimo step di questa “tecnica” di fecondazione è quella del riconsocimento legale del nascituro, quindi si tratta di renderlo, atutti gli effetti, un componente della nostra famiglia e di iniziare a seguire i passi della crescita.

Il principio su cui si basa questa pratica è che siano genitori coloro che trasmettono il proprio patrimonio genetico. Quindi colei che porta avanti la gravidanza e partorisce un bambino che non ha i suoi geni, decide di non si assumersi la responsabilità del bambino.

Questo principio, per essere applicato, deve essere consentito da una normativa o da precedenti giudicati. Quindi è necessario recarsi in un Paese che riconosca formalmente la genitorialità genetica e regoli con chiarezza il passaggio di diritti e doveri dalla portatrice ai genitori biologici.

Un contratto preciso e dettagliato, che elenchi diritti e doveri di tutte le parti in causa e chiarisca ruoli e compiti di ognuno, garantisce trasparenza e sicurezza per tutta la procedura anche in merito alla libertà di scelta della gestante.
Inoltre, se stipulato in maniera adeguata, così da superare il rigoroso controllo dell’autorità giudiziaria, il contratto garantirà un certificato di nascita nel quale sarà genitore chi ha trasmesso il patrimonio genetico. Il documento, legittimo e basato su dati accertabili, sarà trascritto nei registri di Stato Civile italiano.

I diversi Paesi in cui è possibile praticare la maternità surrogata hanno abitudini e normative differenti e il rientro in Italia è sempre un momento delicato e complesso. Data la situazione consigliamo quindi di reperire tutte le informazioni possibili prima di affrontare il processo di surrogazione. Questo dovrebbe mettere in condizione i genitori intenzionali di saper riconoscere per tempo le situazioni critiche e poter intervenire per evitarle o prendere provvedimenti adeguati.

 

2017-07-19T10:52:31+00:00marzo 13th, 2017|Sensazioni, Sensualità|0 Commenti

About the Author:

Lascia un Commento